GLI ORDINARI EROI DEGLI ANZIANI

LA STORIA DI CHRISTA

 

Tutti noi pensiamo che dare una mano per un'ora o poco più a settimana sia un’ ottimo servizio, e non fraintendetemi, fare Seva è grandioso. Ma come potremmo  elevare il nostro Seva ad un livello superiore? Ho intervistato una coppia di anziani, i miei vicini di casa, che mi ispirano sempre a fare di più.

Tutte le persone che li conoscono pensano che Christa e David riescano a farti sorridere istantaneamente con la semplicità di uno sguardo. Li ho incontrati quando ho cambiato casa trasferendomi a New Malden. Due porte di distanza da noi, si sono presi il tempo necessario per incontrarci e conoscerci. In realtà, sono stati i nostri primi visitatori e ci hanno dato un’iniziale buona impressione della comunità, facendoci sentire come in famiglia. Questa è stata solo una goccia del loro oceano d'amore. Christa e David hanno anche iniziato un progetto chiamato 'Wheels appeals', dove i volontari automuniti accompagnano le persone anziane, che non sono in grado di raggiungere da sole il medico. In questo modo il dottore risparmia tempo, non dovendo più recarsi in visita presso le singole abitazioni, e può utilizzarlo per vedere altri pazienti, che riescono così, a loro volta, ad incontrare qualcuno di nuovo e a trascorrere del tempo fuori casa; un’opportunità non sempre alla portata di tutti. Il progetto permette inoltre al medico di esaminare e curare i pazienti più facilmente.

 

Ho intervistato Christa per comprendere meglio il loro lavoro e per capire come tutto sia cominciato per lei: 

"Sono nata l'anno prima dell’iniziò della seconda guerra mondiale, nella principale zona industriale di Ruhr, ma ho trascorso gran parte della mia infanzia in un villaggio nei pressi di Münster (Westfalia). E 'stato un momento difficile per i miei genitori e mio fratello maggiore. Mio padre lavorava per la chiesa e ha assistito alla Notte dei cristalli del Reich o “Reichskristallnacht” (cioè quando i nazisti, in tutta la Germania, hanno incendiato sinagoghe, vandalizzato case, scuole e aziende ebraiche, uccidendo quasi 100 ebrei in una sola notte. A i servizi di emergenza era stato ordinato di non reagire agli incidenti) a Paderborn, il centro dell'organizzazione per la quale lavorava. L'evento l’aveva profondamente scosso e questo ha influenzato i discorsi da lui tenuti successivamente contro l’ascesa del partito nazista. Ben presto gli fu proibito di parlare pubblicamente in Westfalia. E quando protestò, una risposta arrivò immediata: "Non è gli consentito di parlare pubblicamente in tutta la Germania". Comunque tutto questo non l’ha minimamente fermato. Ha continuato gli incontri nelle chiese e nelle sale ogni qualvolta fosse possibile evitare una "soffiata", o in luoghi segreti. La polizia segreta l’ha quasi raggiunto più volte, ma è sempre riuscito ad andarsene appena in tempo; una volta è stato persino arrestato da un poliziotto.

Ho imparato presto che "Vieni ed inforna il pane con la zia Maria" era un codice che significava: "Papà non può tornare a casa, perché è probabile una visita da parte della polizia segreta ". La prima volta che questo codice venne utilizzato, non vedevo l’ora di incontrare mia zia, per non parlare dell’opportunità di infornare il pane da sola con lei. Ma un'ondata di delusione mi ha sopraffatto quando ho capito che niente del genere sarebbe accaduto.

Per tenerci al sicuro alcune suore ci hanno dato rifugio in un convento, mentre mio padre è stato salvato dall'esercito. E’ stato dato per disperso nel 1940, ma è ritornato nell'autunno del 1945 dopo essere stato in un campo di prigionia in Russia. I russi hanno visto la scritta "Nemico pubblico" stampata dai nazisti su tutte le sue carte. E rispettando le sue azioni, lo hanno rimandato a casa, dove molto presto ha potuto nuovamente riprendere il suo lavoro per la chiesa, incontrando e parlando quasi ogni giorno con i lavoratori e le loro famiglie.

Dopo la guerra, una delle sue idee per la raccolta fondi è stata quella di chiedere a tutti i lavoratori la devoluzione ogni giorno della retribuzione corrispondente a 3 minuti di lavoro. Inizialmente gli venne detto che non poteva sperare di raccogliere  1 milione di marchi tedeschi e sarebbe stato fortunato a riceverne 500 mila. Entro 6 settimane, ha ricevuto più di 2 milioni di marchi! E ha usato questo denaro in Africa, dove diversi raccolti erano andati mali, causando la morte per fame delle persone. Mio padre ha inviato 3 o 4 agricoltori specializzati per valutare la situazione. In un secondo momento ha chiamato alcuni africani per formarsi e ritornare poi a casa ad insegnare a molti altri i metodi più efficaci per l'agricoltura. Questo ha permesso agli agricoltori di creare più raccolti rispetto allo stretto necessario, migliorando le proprie condizioni di vita ed evitando alle proprie famiglie la fame per periodi più lunghi, ora che sapevano come combattere gli eventuali problemi che potevano presentarsi.

Mi ricordo di lui al volante mentre mi accompagna al collegio, dettandomi le sue idee. Mi sono tuttavia sentita molto male a causa dello scrivere, ma mio padre era così profondamente immerso nei suoi pensieri, che non si era accorto del mio mal d'auto. (Lui si è scusato più tardi, ma io avevo capito!) Era stato contattato dai missionari di Nosi Be (Madagascar) e sperava di aiutarli. Una delle loro richieste era quella di utilizzare i soldi raccolti per costruire lì una bella chiesa, in modo che la gente potesse incontrarsi e pregare. Mio padre ha rifiutato, dicendo che la gente poteva riunirsi e pregare sotto un bellissimo albero, o dovunque, ma una cattedrale non li avrebbe liberati dal loro stato di inedia.

Mia madre ha fatto tutto il possibile per sostenere mio padre e dare il buon esempio insieme a lui. E proprio il loro esempio, la loro fede ed il coraggio, di fare quello che sentivano essere giusto e retto, hanno avuto un’enorme influenza sulla mia formazione.

Successivamente ho fatto il tirocinio per diventare insegnante in Inghilterra. Per 8 anni ho insegnato a Tolworth, poi per 20 anni a St Maurs, Weybridge, oggi parte del St. George’s College. Ho apprezzato molto lavorare con i bambini ed i giovani e ho avuto la fortuna di lavorare sotto la guida di due dirigenti scolastici ispirati, che mi hanno dato la possibilità di formarmi part-time per diventare una consulente scolastica. Dopo anni di esperienza nel settore sono entrata al Cruse e mi sono specializzata per essere una consulente per il sostegno all’elaborazione del lutto, come volontaria. Ho fatto questo lavoro per 15 anni fino al mio pensionamento.

 

La mia insegnante di inglese in Germania, con cui avevo mantenuto i contatti, mi ha dato consigli che mi hanno accompagnato fino ad oggi. Quando mi è stato chiesto di specializzarmi come consulente, non avevo abbastanza fiducia in me da credere di poterlo fare. Ho chiesto consigli a diverse persone che mi conoscevano bene. Il suo è stato decisivo per me. Ha scritto: "Se mi avessi chiesto il consiglio di fare richiesta per quel lavoro, ti avrei detto di rinunciare, perché è troppo impegnativo. Ma ti è stato chiesto di farlo e ciò significa che è stato riconosciuto un talento. Se ci è stato dato un talento, è nostro dovere usarlo. "

 

Mi sono ricordata delle sue parole quando sono andata in pensione e, mentre ho deciso di prendere una pausa dalla consulenza, sapevo di dover dare una mano quando l'ambulatorio del medico di base ha chiesto volontari per gli assistiti, che non erano in grado di raggiungere i loro medici autonomamente. Ero allarmata di scoprire quante persone deliziose vivono da sole nella nostra zona prospera e così abbiamo iniziato ad accompagnare i pazienti agli ambulatori, organizzato feste estive e di Natale e caffè mensili la mattina; solo per rendere la loro vita un po’ più facile, un po’ più felice e un po’ meno solitaria.

E come ho detto prima, se c'è bisogno di noi e abbiamo la capacità di aiutare, allora abbiamo il dovere di farlo, se vogliamo definirci esseri umani responsabili. Ad esempio, dal momento che ho amato l'insegnamento ed i bambini, ho cominciato a svolgere volontariato come  'compagna di lettura' in una scuola e continuo ancora ad aiutare nella stessa struttura. Desidero condividere una preghiera che ho detto con la mia classe ogni mattina a scuola: “Signore, rendimi una persona migliore, più benefica per gli altri più onesta con me stessa, più fedele a te. Rendimi abbastanza generosa da voler sinceramente fare la tua volontà, qualunque essa sia Aiutami a trovare la mia vera vocazione nella vita e fa che attraverso di essa, io possa trovare la felicità, me stessa e portare la felicità agli altri. "

Quando ho chiesto a Christa quale messaggio voleva che i giovani apprendessero dalla sua vita, lei ha risposto "Abbiate il coraggio e la fiducia di vivere la vostra fede, qualunque essa sia. Rispetta la creazione di Dio. Credete in voi stessi, impiegate i vostri talenti e servite il nostro prezioso pianeta con le vostre capacità. " Miei fratelli e sorelle, come è stato meravigliosamente riassunto l’insegnamento di Swami per i giovani in un breve paragrafo! Mi ricordo quando le ho chiesto di essere intervistata, mi ha detto di non sentirsi un’eroina, ma solo una persona comune con dei buoni valori e di non reputarsi sovrumana in natura. Ci sono molte altre storie come quella di Christa in attesa di essere raccontate; una di queste potrebbe essere la vostra. Facciamo un passo verso il nostro amato Sai, facendo più Seva; e come Egli ha sempre detto, farà 100 passi verso di voi. Molti di noi sentono di non avere il tempo o la capacità di fare Seva, ma il Seva non deve essere un’impresa grande. Aiuta la tua comunità localmente, diventa un buon modello ed ispira gli altri. Auguro a tutti la ​​più grande fortuna.

Jai Sai Ram