Seva attraverso Scacchi

Come Swami afferma: “Tra tutte le azioni corrette, quella più giusta, è l’aiuto prestato a coloro che ne necessitano.” Vorrei condividere la mia esperienza all’interno di una casa di riposo.

 

E’ orma da un pò di tempo che i giovani Sai, qui a Monaco, svolgono Seva presso una casa di riposo. In modo costante nel tempo, ho avuto il privilegio di giocare a scacchi con uno degli anziani. Visito la casa di riposo ogni due settimane e mi danno sempre il benvenuto con una scacchiera. Poi giochiamo un paio di partite a scacchi.

 

Questo signore anziano condivide con noi moltissimo di se stesso e della sua precedente professione come guida turistica. Inoltre, condivide anche le sue conoscenze sulla storia e sugli eventi accaduti in alcune nazioni, dove ha lavorato.

 

Egli ha già compiuto più di ottant’anni e non ha più parenti o amici. Visto che raramente esce dalla sua stanza, spesso ci incontriamo nel salone, valutando quello che ha da offrire la biblioteca interna, oppure ci sediamo nella caffetteria sul terrazzo, quando il tempo è buono.

 

Lo scopo più importante non è giocare a scacchi, ma la cura per l’essere umano, e che qualcuno lo ascolti e prenda parte con lui nel gioco che ama di più.

 

Spesso ho notato la sua contentezza, quando gli faccio visita, e questo rende felice anche me e mi fa sentire a mio agio in ciò che sto facendo.

 

Il Seva, presso la casa di cura, mi rammenta anche che tutti invecchieremo e che la vita attuale non durerà per sempre. Questo pensiero direziona la mia mente verso le cose essenziali della vita, donandomi più serenità.

 

Mi è stato domandato, perché lo stia facendo. Ne sono stato un po’ sorpreso all’inizio e non sapevo cosa rispondere. Nel frattempo ho scoperto una risposta adatta: ”Perché no?”