Secondo Giorno - La Via Del Pellegrino

Mattino

 

Dopo aver mangiato in albergo la colazione organizzata dal Gruppo Giovani Italiano, ci siamo recati a Casa Del Divino. La giornata iniziata con una sessione di yoga e di meditazione guidata da una ragazza italiana, Marianna Di Gregorio. L’attività si è svolta all’aperto sotto l’ombra parziale del Monte Subasio, luogo in cui San Francesco ha meditato come i santi ed i mistici che l’hanno preceduto.

Un leggero spuntino a base di frutta è stato distribuito prima che Suor Giovanna iniziasse il discorso per i giovani. Come sempre il suo stile delicato e gioioso ha catturato i cuori e le menti dei presenti, mentre ci spiegava con semplicità che siamo “Casa del Divino” (la dimora del Signore) nella nostra interiorità.

“Non dimenticate mai, il fulcro della vocazione è che siamo pellegrini e stranieri in questo mondo”S. Chiara

Sorella Giovanna ha messo in guardia dalla falsa umiltà, spiegando che l’umiltà genuina scaturisce della verità e dalla semplicità. Ha affermato che “Sei sicuro di essere umile quando provi gratitudine”. Suor Giovanna ha continuato poi parlando della natura della santità e della fraternità, raccontando il suo avvicinamento a Dio grazie alla madre, che le ha ispirato un’intera vita d’amore ed amicizia con Lui. L’esercizio che ci ha lasciato è stato un’esortazione : ”Provate a recarvi in pellegrinaggio”, nessuno al di sopra degli altri, come i Cavalieri della Tavola Rotonda in vera fratellanza, e poi ha fatto una citazione “Sorelle non dimenticate mai, il fulcro della vocazione è che siamo pellegrini e stranieri in questo mondo”. Suor Giovanna ha sottolineato che essere pellegrini significa imparare a ricevere e vedere che tutto è un dono. Infine, ha concluso parlando della resa: l’ultimo passo è l’abbandono.

Il secondo oratore è stato Murali Vullaganti proveniente dagli Stati Uniti, che ha parlato del Sai Rudram. Inizialmente si è presentato, raccontando del suo desiderio di visitare Assisi durante la sua breve permanenza a Roma in occasione della 3 conferenza “Impact Investment”, organizzata dal Papa sullo sviluppo umano e gli effetti degli investimenti. Questo desiderio l’ha spinto a contattare Salvatore ed è rimasto sbalordito scoprendo della coincidenza tra la sua presenza in Italia e lo svolgersi del raduno dei giovani, decidendo così di parteciparvi con gioia.

 

 

Fratello Murali ha condiviso con i ragazzi e le ragazze il racconto del suo incontro con il Sai Rudram, che è stato appreso dal gruppo giovani per recitarlo davanti a Swami durante il recente incontro di Roma. Nel 2006 ha preso parte alla cerimonia per l’Ati Rudra Maha Yagna a Prashanti Nilayam e qui per la prima volta i versi del Sai Rudram sono giunti al suo orecchio, cogliendolo alla sprovvista, visto che non conosceva il sanscrito tranne alcuni sloka appresi comunemente dai bambini.

 

Fratello Murali ha condiviso il suo dialogo interiore con Swami che ha fatto emergere gli aspetti del Sai Rudram –il Namakam riflette le diverse sfaccettature di Swami, fra le quali: la Sua Divinità, i Suoi attributi umani, che dovremmo emulare, l’ascesa del Dharma ed il ripristino della cultura, le materializzazioni ed i miracoli. Il Chamakam rappresenta ciò che dovremmo chiedere a Swami – i valori e le qualità con le quali possiamo raggiungerLo. Al termine del discorso ci siamo uniti a Fratello Murali nel canto del Sai Rudram nella sua interezza.

Pomeriggio

Dopo aver consumato l’amorevole pranzo preparato per la nostra visita alle dimore spirituali di San Francesco e Santa Chiara nella piccola città di Assisi, ci siamo recati per la prima tappa alla Basilica di Santa Maria degli Angeli, che racchiude la chiesa originaria, chiamata Porziuncola, in cui San Francesco ed i suoi fratelli erano soliti pregare. Fra Mauro Botti, un francescano, ci ha guidato per la chiesa mentre raccontava il percorso di San Francesco.

Ha narrato la storia, profondamente umana, di un giovane uomo, che nell’ottica materna sarebbe dovuto diventare un santo, mentre per il padre un abile mercante. Però il ragazzo aveva le sue ambizioni e voleva essere un cavaliere di successo e popolare – come oggi i giovani sognano di emulare Cristiano Ronaldo, il calciatore. Quest’uomo, con le mani sporche di sangue per la guerra, aveva fallito la sua ricerca di fama e ricchezza ed era stato imprigionato fino a quando il padre non aveva pagato per il suo rilascio. Nei giorni di sofferenza che seguirono a questi fatti, riflettendo sulla sua esistenza, in lui avvenne un mutamento e fu benedetto dal vedere se stesso negli occhi di un lebbroso.
 
Questa trasformazione diede il via alla formazione dell’ordine dei fratelli minori che pronunciano voto di povertà, obbedienza e castità. San Francesco restò umile fino alla fine dei suoi giorni, rinunciando alla guida dell’ordine, quando comprese che il tempo era giunto, ma rimase tra i confratelli morendo senza nulla eccetto Dio. Fra Mauro ci ha chiesto di ponderare sulla seguente domanda, mentre pregavamo nella Porziuncola e poi all’interno della Basilica di Santa Chiara: “Quali sono i miei sogni e qual è la pena o amarezza presente nella mia vita che voglio risolvere definitivamente?”

L’abbiamo fatto, continuando anche nella Chiesa di Santa Chiara, dove siamo rimasti in silenziosa contemplazione durante la messa. Siamo rimasti seduti sotto il Crocifisso di San Damiano, dove San Francesco ha ricevuto il suo primo ordine da Dio in forma sottile, e abbiamo ascoltato gli inni delle suore prima di entrare nella cripta di Santa Chiara per ricevere le sue benedizioni. All’approssimarsi della sera siamo tornati a Casa del Divino, dove ci ha accolto una magnifica cena.

Sera

 

Dopo cena Fratello Murali ha tenuto un secondo discorso, ma questa volta incentrato sui programmi di “Econocare” (programmi imprenditoriali per la cura delle persone e della loro salute) avviati da Bhagawan. Ha raccontato di “Ruralshores” e “Peopleshores”, spiegando come Swami l’abbia guidato ad organizzare “Ruralshores”, un’impresa sociale per le risorse, con il supporto di David Moxam. L’obbiettivo di questo business è creare lavoro per i giovani delle aree rurali dell’India e prevenire la migrazione verso le città, che separa le famiglie e perpetua la povertà.

Negli ultimi nove anni 18 centri sono stati creati in India, e 10.000 giovani delle aree rurali sono passati per le sue porte, facendo spesso avanzare le loro carriere ben oltre i confini di Ruralshores.

Questo progetto ha ricevuto il plauso internazionale, e due anni fa Swami ha detto a Fratello Murali di fare la stessa cosa negli Sati Uniti. Per quanto riguarda “Peopleshores”, l’obbiettivo è questa volta sviluppare la carriera dei giovani senza diritti che abitano in città. Il primo centro, aperto a San Jose, offre un’opportunità a quei giovani che altrimenti non avrebbero accesso alla carriera in campo tecnologico per la mancanza di una fissa dimora e per le loro scarse prospettive in campo educativo. “Peopleshores” inoltre mira a formare professionalmente ed educare i giovani in parallelo, dotandoli delle capacità per raggiungere quei lavori in campo tecnologico, che possono migliorare ulteriormente le loro prospettive di carriera.

 

Fratello Murali ha parlato della sua gioia nel vedere Swami interagire con gli impiegati di “Peopleshores” durante la Sua visita di giugno, e Swami gli ha dato istruzioni di aprire un centro “Peopleshores” ed una clinica di cura nello stato del Mississippi, prima di essere inviato a replicare globalmente questo modello- in Africa, America Latina ed Europa.

La serata si è conclusa con la visione del discorso, di quest’anno, di Swami ad Assisi, nel quale parla dell’esempio di San Francesco, di Santa Chiara e di Padre Pio e ci dà consiglio sul perché e come dovremmo visitare Assisi. Infine, abbiamo gustato i Bhajan e l’Arati, per poi tornare all’ostello a riposare dopo un lungo giorno meraviglioso.