Personal Transformation Experience

Il Giorno in Cui Swami mi

ha Protetto Dalle Droghe

All'inizio del 2013 mi sono recato in India con un biglietto di sola andata e nessun piano in mente. All'epoca la mia vita sembrava un cruciverba: avavo solo domande e nessuna risposta. Così, dopo aver speso un mese e mezzo nell'asheram di Swami a Puttaparthi – luogo in cui ho incontrato molte persone meravigliose e letto libri indimenticabili scritti sia da Swami che da altri maestri  – ho deciso di fare qualche breve escursione in altri luoghi rinomati dell'India.

Mi sono organizzato per andare a Gokarna, a sud di Goa, insieme ad un amico incontrato in Ashram. Abbiamo trascorso il tempo rilassandoci sulla spiaggia in quel luogo meraviglioso, che è una delle città più sacre per gli hindu ed ospita un antico Shiva Lingam. Al tempo il posto si popolava di hippie e altri turisti provenienti da Goa alla ricerca di una maggiore quiete. Perciò nella spiaggia dove alloggiavo ed in quelle circostanti molte pensioni erano state allestite.

Una mattina, mentre facevo colazione vicino alla pensione, ho notato un uomo seduto da solo ed abbiamo iniziato a parlare casualmente. Si è rivelato essere basco (proveniente dal piccolo stato autonomo all'interno della Spagna) e si trovava inaspettatamente tutto solo in India senza conoscere neanche una parola d'inglese! Visto che capivo un pò di spagnolo – più di quanto sapevo parlarlo – mi sentivo dispiaciuto per lui che non aveva potuto conversare con nessuno per settimane intere dalla partenza inaspettata del suo amico.

Egli ha suggerito di camminare lungo la spiaggia e di pranzare insieme. Ho acconsentito come se avessi già pianificato di andare lì comunque. Durante la passeggiata continuava a parlare in continuazione senza fermarsi! Non solo non aveva potuto farlo per così tanto tempo, ma il mio spagnolo limitato non mi permetteva di rispondergli. Perciò sono rimasto solo in ascolto, cercando di capire quello che diceva. È saltato fuori che quest'uomo era particolarmente attivo politicamente. Era un anarchico e si era unito ai ribelli in Chiapas ed in Messico. A parte ciò, la cosa più insolita che lo riguardava erano le sue affermazioni sul possesso di vaste terre in madrepatria dove coltivava, a suo dire, piante di cannabis! Ha confessato di avere persino una piccola quantità di hashish con sé, suggerendo poi che la fumassimo assieme dopo pranzo.

Lo scopo del viaggio era l'avventura; in quel momento volevo esplorare tutto il possibile, sia interiormente che esteriormente. Ho accettato per curiosità, non avendo esperienza con le droghe – grazie a Dio per non avermi mai dato compagnie con queste abitudini –.

Ed in effetti, dopo aver nuotato e pranzato nel ristorante di una spiaggia vicina, ci siamo avviati lungo la strada del ritorno in cerca di un posto isolato dove realizzare la nostra  malefatta! Ironicamente abbiamo scelto purtroppo un piccolo tempio vuoto vicino al percorso turistico per raggiungere la cima della collina e ci siamo seduti all'interno del cortile.  Non lontano da lì, ai piedi della collina, ho scortoun piccolo altare di Shirdi Sai Baba.

Appena l'uomo ha iniziato a preparare la 'cigaretta', ho notato che era seduto esattamente davanti all'entrata del tempio rendendosi perfettamente visibile alla gente di passaggio. Questo fatto mi ha innervosito perché mi ricordavo di aver letto un forte avvertimento nella guida turisca dell'India in mio possesso: ‘se venite fermati in India per possesso di droghe, è quasi certo che finirete in una prigione estremamente sgradevole da cui sarà molto difficile uscire!’ Comunque, ho cercato di scacciare quel pensiero, azzardando un pensiero: ‘Quest'uomo è così esperto da sapere sicuramente quello che sta facendo’.

Egli l'ha accesa e me l'ha passata. Appena ho iniziato a fumare, mi sono accorto che qualcuno si trovava prprio di fronte a me. Da seduto potevo vedere solo le sue gambe. Quando ho alzato lo sguardo, ho visto un uomo indiano in abiti civili che teneva un distintivo davanti alla mia faccia!

Da quell'attimo mi sono sentito fuori dalla realtà come se stessi guardando un film!  took the joint from my hand, smelled it and said: ‘This is ganja’. My abettor, pale with fear, tried to deny it: ‘No! It is a cigarette!’ The man said: ‘No, I saw you from back there’, pointing at the rear side of the wall, which was more than 2.5m tall. How could he have seen us from there, anyway? He seemed to be interested only in me and he asked me to open my bag. Of course, there was nothing suspicious, but he noticed that I had some money there, so he asked: ‘Do you want to end this here, or go to the police station?’

I was so lost – read ‘scared’ – that I did not immediately understand what he meant. He asked again, pointing at the money. So, of course, I offered him all the money that I had, which was not much, and he said: ‘We are doing this because you are a GOOD BOY!’ He underlined this: ‘You are a good boy’, repeating it a couple of times. He simply took the money from my bag and without even giving my abettor a second look, turned around and left.

We were left in a state of shock. My abettor had lost his breath. He hugged me and said that this had never happened to him before. Realising in what great danger I could get if I kept hanging out with this man, I put together whatever Spanish I knew and said: ‘You and I are no longer friends. We will walk back separately’.

As I walked out of the temple yard, I looked around for the policeman. Even though we were on top of the hill with a clear view for kilometres around, he was nowhere to be seen!

I walked down the hill, went straight to the altar of Shirdi Baba and prayed with gratitude for His mercy. I knew this was none other than my very dear Swami, whom I had only known for a few years.

Ever since that day, I have never felt the curiosity to try any similar substance. On that same journey, when I travelled through Goa and even went to many dance parties where people sometimes offered me such ‘soft’ drugs, I confidently refused, as I had realised that I do not need anything to make me ‘feel better’.

Being sober actually helped me a lot to enjoy the music and the dance, as I was conscious and grateful to be in control of my body. In fact, that was the time that I improved my dancing skills which later became a very important part of my life.

This was just one of the countless times that Swami has protected me or saved me from getting into trouble. As He has been drawing me nearer and nearer in the years that followed, I realised that the more I focus on serving Him, rather than my own selfish desires, the happier I feel. Not only that, He makes sure that all my needs are fulfilled, without me having to worry about anything, as He takes care of everything! Our beloved Mother Sai!

Evangelos Maroudas

Region 3, Greece