Personal Transformation Experience

Come far Desiderare a Dio il Nostro Darshan

La mattina del 9 dicembre 2018, all'interno di un appartamento in una piccola cittadina tedesca vicino ad Amburgo, mi sono svegliata con la strana voglia di accendere la trasmissione radio di  Sanathana Vani. Il programma in onda era “L'ora di Badri (Badri's hour)” e il discorso verteva su come possiamo far desiderare a Dio di avere il NOSTRO Darshan e non viceversa. Ero  divertita da questa tematica, poiché “Perché non mi sta guardando?“ è una domanda che tutti noi, seduti al Darshan, ci siamo chiesti ad un certo punto. Non si è mai trattato di Dio che ceraca il Nostro Darshan. Ho continuato ad ascoltare.

 

Lo scrittore parlava di come Arjuna avesse fatto a far struggere Krishna per lui. Ogni volta che Krishna vedeva Arjuna, Gli “tremavano le ginocchia”. Raccontando di Krishna e del Suo essere appassionato, l'oratore ha anche menzionato che Dio ama “cucinarci” - Egli aumenta il calore, aggiunge altri ingredienti e ci guarda cuocere a fuoco lento. Quando siamo pronti e smettiamo la cottura in pentola - il Suo obiettivo è di mangiarci completamente in un sol boccone! Una comprensione totale di ciò significherebbe che Dio ci consuma, ci assorbe e ci rende una parte di Lui attraverso tutte le prove sperimentate durante la vita. Questo ha toccato una corda molto profonda in me e mi sono seduta per meditare sulla questione: come possiamo tutti noi renderci commestibili per Dio e spimgerLo a desiderare il NOSTRO Darshan. Il racconto riportato di seguito narra di cosa è venuto fuori da quella contemplazione ed è un'esperienza personale profonda che mi sono sentita di poter condividere.

 

>>Riflettendo su ciò che Dio ama mangiare, mi sono vista lentamente cambiare forma in quella di un grande e rotondo frutto di mango, morbido e giallo. È stato divertente all'inizio sperimentare una nuova fisicità. Questo frutto giaceva davanti ad un gigantesco albero di mango. L'albero sembrava come un genitore, come la sorgente. L'unico sogno del mango era di essere mangiato. Avere qualcuno che potesse prenderne un morso, gustarlo e dire: “Wow, il miglior mango di sempre”; era lo scopo centrale della sua vita. C'era una gioia inusuale nell'essere così rotondo e nel rallegrarsi nell'essere consumato. Mi è stato fatto mutare obiettivo per guardare nel mio Cuore, mentre mi osservavo tra le risa. Il mio Cuore o il centro del mango sembrava avera alcune asperità; era duro, marrone e fibroso. Sembravano sgradevoli e il mio essere individuale ricorda che proprio la loro presenza spingeva Dio a non volermi mangiare affatto! Una cosa è essere mangiati da un uccello, un animale o un umano, ma esiste l'ogoglio anche tra i manghi. Il frutto che viene colto da Dio, senza bisogno di dirlo, è perfetto. Nel tempo in cui mi preoccupavo di non essere questo mango perfetto a causa del mio cuore fibroso, sembrava esserci una soluzione per curare i miei difetti.  La scena è cambiata di nuovo per rappresentare tutte le persone che non mi erano piaciute o a cui avevo reagito ultimamente. Ora da mango, oscillavo e rotolavo, viaggiando sulle mie stesse rotondità ed in fine li raggiungevo, dandogli un avvolgente abbraccio da mango. Grazie a questo abbraccio li vedevo tutti trasformarsi in mango con le mie stesse sembianze. Questo è stata la soluzione che  ha reso le fibre del mio cuore più morbide, permettendomi di essere più polposa e gustosa. Poi come abitudine, ho iniziato a inviare amore a tutto nella creazione. Nell'essere mango, ho sentito come ogni essere vivente stia effettivamente lavorando per divenire rotondo, succoso e morbido quanto possibile.  Tutti hanno aspetti grezzi e aridi che possono essere cambiati con l'Amore o gli abbracci da mango. Non solo questo, più abbracci da mango doni agli altri più succoso e morbido divieni! È una catena di reazione del tipo più straordinario. Alla fine essere mangiati come manghi, significa che diventerai un seme, il quale potrà trasformarsi solo in albero e mai tornare indietro nuovamente allo stato di frutto. Gli aspetti fibrosi in me stessa e negli altri rappresentano, nella mia comprensione, parti non curate e non amate bisognose di nient'altro che di compassione.<<

 

Tutti facciamo attenzione a praticare i Nove Punti del codice di condotta di Swami: meditazione, Bhajan, Seva… Tutte queste attività sono ordinate per portarci in maggiore prossimità con il nostro Sé Superiore, che è Dio. Comunque, molti di noi a volte dimenticano che avvicinarsi a Dio include ridurre la percezione di noi stessi a zero, divenendo solo un frutto che vuole essere mangiato. Ci serve da buon promemoria ricordare che Dio si descrive come dolcezza, purezza e altruismo. Tutto quello che è un mango e che anche noi possiamo essere. Possa Swami sbocciare in ogni cuore.  Jai Sai Ram.

Nikita Giridhar

Region 3, Germany