Personal Transformation Experience

Connessione alla Divinità

Una cara amica di famiglia mi ha accompagnato negli anni della mia gioventù, quando ero ragazzetto, raccontandomi dell'India, di Baba e delle sue esperienze. Non ne avevo mai abbastanza, mi piaceva tantissimo starla ad ascoltare perché sentivo ogni volta nutrita una parte di me che non conoscevo ancora bene e allora solo intuivo. Negli anni il desiderio di andare alla fonte maturò in me e divenne un'impellenza.

 

A novembre 2018 sono voluto andare a Muddenahalli per sentire e vedere con i miei occhi tutto ciò di cui avevo spesso sentito parlare. Magicamente arrivò un lavoretto che mi permise di raccogliere i soldi del biglietto aereo e partii.

 

Mi portavo dietro una frase cardine ricavata dalle esperienze altrui “quando sono andata a Muddenahalli ho proprio visto come sarà il mondo in futuro, persone provenienti da tutte le religioni riunite sotto un unico grande concetto, ama e servi il prossimo”.

 

In quel viaggio non vidi guarigioni spettacolari, fenomeno mistici, cose incredibili, non ci fu nessun effetto speciale come una parte di me avrebbe voluto. Eppure qualcosa di grande accadde e me ne resi conto solo dopo qualche giorno dal mio ritorno in Italia. Le cose che mi davano fastidio prima delle due settimane in Ashram ora non mi toccavano più, la gente mi tagliava la strada e dentro me prevaleva la calma; le persone usavano rabbia verso me e io osservavo con una nuova visione, immobile e cheto. La mia mente era in pace. Non ero più alla sua mercè; la mente era tornata semplice strumento ed io ero tornato cocchiere della mia carrozza! Una gioia incredibile vissi in quei giorni e ciò scolpì in me la consapevolezza che un modo diverso di vivere nella pratica è possibile e credo di aver davvero sperimentato come saranno le relazioni nel “nuovo mondo”. Per mesi vissi in questo stato di presenza e di quiete mentale assoluta sinchè giorno dopo giorno attraverso le vicissitudini della mia quotidianità persi tale silenzio. Da subito ne fui scosso, provai rabbia e dispiacere. Comunque ciò che è nato in me ora è la consapevolezza che non è tanto importante riavere immediatamente quello stato; è infatti molto più significativo lo sforzo che giorno dopo giorno, lavorando su di me, sulla mia volontà, porto ed impiego nel tendere verso la pace della mente e mentre lo scrivo mi rivengono in mente le simili esperienze di Tigrett.

 

Ora so, perchè l'ho sperimentato, che è davvero possibile esprimere il mio potere nel fare la mia parte. So di essere nato per ardere della stessa gioia divina che permea tutta la creazione. La gioia e la pace che è Dio in ogni sua forma e rappresentazione culturale. Fuoco che è anche in te che ora stai leggendo queste righe. Luce alla quale posso accedere semplicemente pensando alla frase “sono fatto degli stessi colori di Dio”. So di poter sempre mostrare la mia luce a chi soffre permettendogli di intendere che permanere nello stato di sofferenza è solo una sua scelta. E so che la capacità di essere colore e luce non è un qualcosa che si ottiene in maniere complicate giacchè è la nostra più intima essenza che lo esprime! I nostri stessi elementi esprimono nella loro danza e nel loro manifestarsi l'estasi dei sufi e la leggerezza e la gioia di Essere. Quindi non potendo essere ciò che non siamo, ci rimane solo che riconoscerlo!

 

Ora anche quando provo rabbia o tristezza è sempre accesa in me una parte osservatrice e consapevole che si ricorda che sto scegliendo di perpetrare io il film dei miei pensieri. Ogni volta che vedo una persona che usa rabbia so che c'è ben altro che vuole esprimere. Ogni volta che io uso rabbia so che sotto sotto qualche parte di me bambina prova una mancanza di amore. Ogni volta che mi distraggo dell'essere nutrito dall'Amore divino ricerco amore nel mondo, ricerco attenzioni dal mondo, ho aspettative e delusioni. Quando invece “attacco la spina” al mio concetto di divinità ritrovo la centratura, il portone d'accesso alla pace della mente, un punto di vista più equilibrato su quelle che ancora a volte considero brutture, mancanze, disattenzioni, azioni che nuocciono alla mia persona.

 

Un altra esperienza che di certo mi porto dietro dall'incontro con Baba è l'urgenza di fare qualcosa di pratico, quali che siano le mie capacità, per partecipare al grande cambiamento storico che nei giorni nostri stiamo attraversando. So di poter essere spettatore, non fare nulla e non spendere i miei

 

talenti sotterrandoli. Oppure posso osservare ciò che nel farlo mi nutre, e farlo per Servire ogni essere. Pensavo fosse un qualcosa di molto astratto l'essere d'aiuto all'universo e servire il prossimo, mi sono dovuto ricredere! Ci sono già molti progetti dei quali ho sentito parlare dai ragazzi e dalle ragazze che ho incontrato in India, progetti che per duplicazione sono già stati anche portati in Italia e stanno andando avanti. Un esempio è il Guru Vikas che permette di formare i bambini che saranno gli adulti di domani, per un mondo più rispettoso, più empatico, più attento e con una visione più ampia e lungimirante. .. Buon cammino!

Simone Venditti

Region 3, Italy